OPERAZIONE TRASPARENZA: CHIAREZZA SULLA LETTERA DEL COMUNE DI AVOLA

di Salvatore Lorefice

Curiosando tra i vari documenti discussi in sede di campagna elettorale, mi sono imbattuto in una lettera del Comune di Avola prodotta per smentire le voci circolanti un possibile aumento dei tributi locali, che chiariva la mancata notifica delle bollette della TARI e del Canone Idrico giustificando il ritardo per “motivi tecnici”. Proprio come si evince dalla lettera allegata che per puro caso fu scritta il giorno dopo che su numerose bacheche Facebook dei cittadini avolesi spiccava evidente il sospetto di un aumento.

Esaminando attentamente il documento mi sono sorti dubbi sulla sua corretta stesura. Vediamoli insieme.

  • La lettera è priva di intestazione, dunque, non è chiaro l’ufficio scrivente;
  • Il protocollo è riportato a mano, pur sapendo che vige un Protocollo Informatico;
  • La pseudo-lettera è indirizzata al Sig. Sindaco, come se quest’ultimo ne avesse fatto esplicita richiesta.

Il corpo della lettera alla fine del terzo rigo recita: in esecuzione alle disposizioni della Sua amministrazione. Chi ha emesso la lettera non appartiene alla stessa amministrazione del Sindaco? Il Sindaco a quale amministrazione appartiene? Probabile abbia una amministrazione autonoma?

Il ritardo dell’invio delle bollette viene attribuito a motivi tecnici e in virtù dell’approvazione del Bilancio in data 20/04/2017, mentre il Testo Unico degli Enti Locali prevede che all’atto dell’approvazione del bilancio di previsione, tutti gli atti riguardanti i tributi locali devono essere già determinati anche se invariati.

Come si spiega la determina della Tari e servizio idrico rispettivamente in data 06/06/2017?

La convenzione con Poste Italiane

Il testo riporta inoltre che a seguito di una convenzione con Poste Italiane si otterrà un risparmio sulle bollette. Ma se le tariffe sono state confermate come quelle dell’anno precedente, quando si avrà il risparmio? Probabilmente alla prossima legislatura?

Viene citata una determina, per l’esattezza la determina n. 88 in data 25/05/2017 in fase di approvazione, ma il suddetto documento non è stato pubblicato sul sito del Comune! Trasparenza? O forse non far sapere è meglio di far sapere?

La suddetta determina dovrebbe riguardare la convenzione con Poste Italiane, per i servizi di stampa e notifica delle bollette per una somma di € 22.000,00 (di cui € 12.000,00 per la Tari ed € 10.000,00 per il servizio idrico, convenzione già in atto dal 2015)?

Il dubbio che paghiamo due volte il servizio

Se sulle bollette della Tari troviamo una voce, non presente negli anni passati, indicante spese postali e varie per € 1,20 mi sorge il dubbio che paghiamo due volte il servizio, e visto che ci sono 12.775 iscrizioni a ruolo diventa una cifra importante. Inoltre, sulla determinazione delle tariffe TARI appare indicata come “spese di gestione”, una cifra pari a € 100.000,00 (per l’intera riscossione della Tari), così come riportato anche sulla lettera.

A questo punto mi chiedo, se l’aggio di riscossione per la Serit è pari al 2,50% delle somme riscosse, rispetto alla previsione, tutte le somme rimanenti come vengono giustificate (considerando che dal 2015 paghiamo sempre la stessa tariffa e che la riscossione della TARI raggiunge quasi il 50% annuo)?

Stesso discorso con il canone idrico. Se esiste una convenzione con Poste Italiane, per la riscossione, come mai all’atto del pagamento delle rate o unico pagamento troviamo in aggiunta anche una voce corrispondente a commissioni pari a € 0,13, anche in questo caso paghiamo due volte il servizio?

Il dubbio sulle firme

In fine, la lettera riporta due firme senza che ne vengano indicate le generalità, di cui una del segretario comunale, cosa alquanto strana visto che si tratta di una semplice lettera, e l’altra del responsabile dei tributi con sovrapposizione del bollo del Comune che rende quasi illeggibili le firme. Poi, come se non bastasse, viene messo altro bollo del comune al centro della lettera, ovviamente melius est abundare quam deficere. Per concludere, le firme che sottoscrivono la lettera, a vista d’occhio e messe a confronto con le firme originali tratte da documenti ufficiali, nonostante non sia un esperto in grafologia, mi lasciano un serio dubbio.

Salvatore Lorefice

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