PERCHÈ ABBIAMO ABBANDONATO IL “GENERALE” CANNATA. W L`INDIPENDENZA

«Si, Generale, così si è autodefinito, e noi consiglieri siamo i suoi soldati. Soldati che devono ubbidire sempre fedelmente senza discussione alcuna». È quanto riferisce il consigliere Seby Rossitto (nella foto) che nel corso del consiglio comunale ha ufficializzato il suo allontanamento dalla maggioranza amministrativa.

Rossitto vuole precisare e mettere in discussione la motivazione espressa dal sindaco in merito al suo allontanamento, ovvero di essere interessato alla poltrona di Presidente del consiglio comunale.

Se la motivazione fosse veramente quella indicata falsamente dal Sindaco, precisa Rossitto, avrei allora dovuto abbandonare la maggioranza già il 20 luglio scorso, giorno dell’elezione del suo candidato prescelto Fabio Iacono e da me comunque votato. Invece, nonostante ciò, rimango fino al 24 settembre suo alleato votando in questi due mesi tutti quei provvedimenti di volta in volta portati in consiglio comunale.

Aver disobbedito agli ordini del Generale

Soltanto una volta, io e la mia collega di lista Stefania Caldarella, ci siamo “ribellati” agli ordini del “Generale”. Quella sola ed unica volta che ci siamo “ribellati”, astenendoci dal voto, non per un capriccio, ma solo ed esclusivamente perché ci apprestavamo a votare un provvedimento che presentava una grave irregolarità formale.

Ma non è stato un caso isolato

Rossitto racconta di essere stati accusati – ingiustamente – dal Sindaco, insieme alla collega di lista Stefania Caldarella, di aver votato scheda bianca nel corso di una votazione a scrutinio segreto. L’accusa si è successivamente rivelata falsa e infondata. Di regola una persona corretta, onesta ed educata si sarebbe scusata immediatamente dopo. Ma così non è stato.

I consiglieri di maggioranza NON devono formulare interrogazioni

E ancora, continua Rossitto, non mi sarei dovuto permettere di formulare interrogazioni o interpellanze in quanto suo consigliere di maggioranza e pertanto prerogativa solo degli altri consiglieri (cioè di minoranza), quando in realtà, in qualunque altro comune d’Italia o al parlamento nazionale, anche gli esponenti di maggioranza formulano tranquillamente le loro interrogazioni, interpellanze, e quant’altro.

Ecco, conclude Rossitto, questi sono solo alcuni dei veri motivi per cui io e Stefania Caldarella della lista “Insieme per Avola” abbiamo deciso di abbandonare il “Generale”. W l’indipendenza.

Il soldato Salvatore Coletta la pensa diversamente

A differenza di Rossitto ed altri che hanno preferito l’indipendenza alla sudditanza, c’è chi si ritiene fiero di essere un soldato al soldo del generale Cannata e lo grida pubblicamente.

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