CANNATA A PATERNÒ «LE DIMOSTRO CHE NON HA CAPITO NULLA DEL NOSTRO PRG»

di Luca Cannata

Mi sono ripromesso di essere elegante in questa campagna elettorale ma anche di essere giusto e rispondere a chi diffama il nostro operato imbrogliando con le parole. Con questo mio intervento nel risponderle caro architetto, farò questo. E lo farò molto volentieri dal momento che è Lei che mi offre la possibilità di dimostrare quanto sia in errore, e sicuramente quanto Lei – e non io – non abbia capito niente del nostro PRG.

Un PRG che io in quanto sindaco e la mia amministrazione conosciamo bene e abbiamo compreso. Le rispondo punto a punto scusandomi in anticipo se dovrò essere un po’ lungo:

In primis: la misura prevista nelle zone B è anzitutto una misura di salvaguardia per i rischi alluvioni

Tali misure sono finalizzate a favorire il naturale assorbimento nel sottosuolo delle acque meteoriche, nel rispetto del principio di invarianza idraulica, sancito dall’art 5 del PGRA (scusi, le spiego quello che lei dovrebbe sapere PGRA è uguale a Piano Gestione Rischio Alluvioni, adottato dalla Giunta Regionale di Governo, a dicembre 2015, elaborato sulla base delle mappe della pericolosità e del rischio idraulico in attuazione della Direttiva 2007/60/CE e pubblicato sul sito.. ha visto che le do anche le dritte?).

Inoltre quanto indicato nelle norme e da lei richiamato fa seguito alle prescrizioni e raccomandazioni che in materia di principi di Invarianza idraulica prescrive, ha ribadito e ribadisce lo stesso Genio Civile di Siracusa! (e questo lo dovrebbe sapere bene perché anche lei è stato oggetto di richieste di integrazioni pratiche per ottemperare a questi adempimenti! Ma forse… ha così tanto da fare sui social che dimentica qualche passaggio della sua professione).

Sempre per chiarire, quindi, questo piano prevede il mantenimento della permeabilità dei suoli o in alternativa l’adozione di misure quali le vasche di raccolta o i tetti verdi.

Ecco, siccome dobbiamo rispettare la legge, ma siamo pure BRAVI nel trovare soluzioni che aiutino i cittadini, noi abbiamo anche dato con questo piano la possibilità a chi fa i tetti verdi di essere INCENTIVATO = PREMIATO in volume realizzabile come interventi di Bio Architettura!

Quindi, le chiarisco: Questo piano è scritto per RISPETTARE LA LEGGE, recepire quanto disposto dal Piano Gestione Rischio Alluvioni, per prevenire CON COSCIENZA E CAPACITA’ PROGETTUALE INNOVATIVA quello che oggi succede nelle strade del centro città quando piove, a causa della impermeabilizzazione dei suoli!

Noi preveniamo quelle situazioni che mettono a rischio la vita come quelle che poi in altre città fanno cronaca, e non ci fermiamo a ciò, ma diamo anche possibilità per farlo!

Probabilmente Lei da quel che deduco avrebbe ignorato le norme di pianificazione di settore e la realtà scelleratamente per non spaventare un potenziale cliente, mettendo anche a rischio l’incolumità di tutti i cittadini… questo lo abbiamo già capito dai suoi sproloqui su facebook dove palesa anche l’ignoranza dell’esistenza di un Piano Assetto Idrogeologico vigente dal 2006.

Ma per fortuna noi lavoriamo e ci siamo rivolti a tecnici con professionisti che possono definirsi tali perché conoscono realmente la materia.

Secondo punto: le perequazioni

Io so perfettamente come si attuano le perequazioni, e sono un commercialista. Non un architetto Mi stupisco che lei non l’abbia capito. Ma la aiuto. Il meccanismo di attuazione degli ambiti di perequazione è identico a quello previsto per i normali piani di lottizzazione dove si individuano le aree edificabili e quelle da cedere. Di Piani di lottizzazione lei dovrebbe avere esperienza e conoscenza,. Casomai, non ne avesse a sufficienza può chiedere lumi a suo padre dal momento che di Piani di Lottizzazione di cui si è riempita Avola, se non erro … ne ha una certa dimestichezza.

Sempre per aiutarla le dico di più: il riferimento normativo è quello del comparto edificatorio, anche questo una istituzione normativa che non inventiamo noi o questo PRG ma che ESISTE PER NORMA e vale già da sempre per i PIANI DI LOTTIZZAZIONE così come regolato dalla LN 1150 del 194 2, (recepito dall’art 11 LR 71/78) e dall’art 870 del CC. Casomai le servisse un promemoria.

Inoltre l’attuazione del comparto, o del subcomparto è subordinata alla realizzazione di un piano attuativo, ripeto come un piano di lottizzazione. L’intero Capo III delle NTA “Meccanismi di attuazione dei comparti” (art da 66 a 80), regola in dettaglio l’attuazione del comparto. Se ha la bontà di leggerselo, e lo comprende vedrà che le procedure non si discostano di molto dalle procedure di attuazione del tradizionale Piano di Lottizzazione Convenzionata. Se non lo comprende.. se lo faccia spiegare.

Infine la ripartizione e il posizionamento delle volumetrie al sorgere del sole o al calare dello stesso, che sia per un piano o per più piani, per un palazzo o quattro edifici separati, se esisterà il comparto verrà stabilito dai proprietari stessi con i loro progettisti, come peraltro avviene nei tradizionali PdL (sempre Piani di Lottizzazione). Nel nostro PRG sono state redatte schede norma indicative di esempio che riportano in riepilogo tutte le indicazioni normative per costruire il progetto.

Chiarito quanto sopra sono io che le chiedo: cosa va dicendo’ quali peripezie e lungaggini si sarebbero introdotte? Quali contenziosi se sono i privati stessi a promuovere l’iniziativa della costituzione del comparto e della loro progettazione? Veda qui non si parla di azione del comune e che espropria ma di facoltà del cittadino di organizzarsi in comparto come definito dalla legge e proporre un piano di attuazione.

Punto 3: Mi spiace ma la devo smentire in toto e rinfrescarle la memoria

Forse lei confonde me con qualche suo parente o conoscente, ma non sono stato certo io né la mi amministrazione o i nostri consulenti a promettere da trenta anni ai proprietari delle aree soggette a VINCOLI (per cui totalmente INEDIFICABILI se non se lo ricorda o ignora cosa vuol dire AREA VINCOLATA A SERVIZIO) la costruzione di ville.

Anzi, siamo rimasti allibiti dal numero di persone che abbiamo riscontrato in questi quattro anni, hanno comprato terreni sulla scia di false promesse di una futura costruzione quando è un FATTO che il precedente Piano Regolatore prevedeva in quelle aree solo servizi con la facoltà di esproprio per il Comune e l’impossibilità di edificare alcunché o in alternativa la possibilità per il proprietario di fare.. un giardinetto pubblico! NULLA DI PIU’.

Noi, abbiamo cercato una soluzione e una mediazione a questo grande bluff che per trenta anni ha lasciato con l’amaro in bocca troppi cittadini!

Il nuovo piano, in una logica di ripartizione omogenea delle capacità edificatorie tra i proprietari delle aree, concede ai proprietari in questione, opportunità edificatorie prima inesistenti. Questo piano come ho detto ieri da finalmente possibilità e non una, ma tre possibilità. COMPRARE AREE E CUBATURA, VENDERE AREE E CUBATURA O COSTRUIRE. Questo c’era prima?

No. Semplicemente NO! Lo abbiamo fatto noi, e ciò costituisce un gran guadagno, per ciascun proprietario. E siamo certi che tra non avere NIENTE come fino ad oggi era, e poter realizzare un fabbricato nascerà spontanea la voglia di procedere e la volontà di cedere gratuitamente le aree (a margine… le rammento un altro fatto che lei fa finta di ignorare anche se è all’occorrenza lo avete richiamato voi stessi nei vostri pseudo attacchi social: sono stati gli stessi proprietari di moltissime di queste aree che all’inizio di questo percorso di revisione di Piano (e alcuni anche prima) hanno inoltrato molteplici istanze dove si manifestava la volontà di cedere parte delle loro aree pur di avere qualcosa per cui valesse la pena essere proprietari… (le famose “istanze 50/50” le dice qualcosa il termine..? dovrebbe!)

Ecco questo nostro piano è stata la risposta ad una richiesta, una promessa realizzata. Abbiamo sbloccato quelle aree.

Punto 4: Nessuno ha difficoltà ad interpretare le norme tecniche

Non so con chi dell’ufficio lei abbia parlato, e non ravvedo onestamente la possibilità che si siano rivolti a lei per ragguagli… Chiederò se vuole, ma posso garantirle che Noi abbiamo svolto fino a stamattina riunioni e incontri costanti per pensare, redigere e monitorare questo piano e a quanto mi risulta nessuno ha “difficoltà ad interpretare le norme tecniche ed il regolamento edilizio” dal momento che è stato scritto e revisionato proprio dall’ufficio con i nostri consulenti.

Ciò che sta accadendo in questi giorni sino all’ultimo giorno del nostro attuale mandato, lo dico anzi per trasparenza, è che l’ufficio urbanistica con l’Assessorato Urbanistica stanno solo verificando alcuni refusi e ricevendo il pubblico ancora e ancora per ascoltare, rivedere eventuali svarioni e chiarire molte interpretazioni fantasiose che si stanno danno in ignoranza e malafede.

I refusi poi verranno raccolti in un’opposizione dell’ufficio tecnico, il cui unico scopo è eliminare i refusi fisiologici,

Punto 5: Se io conosco il piano?

Che domanda. Grazie per avermi regalato una bella risata. Si io l’ho visto, l’ho discusso, l’ho letto me lo sono fatto spiegare con umiltà dove il mio non essere un tecnico mi creava qualche limite e si figuri … che l’ho anche capito.

Per agevolarle la comprensione posso solo dirle che norme e regolamenti sono molto dettagliate e le scelte normative riportano sempre le norme regionali e nazionali di riferimento. Norme e regolamenti contengono elementi innovativi che costituiscono l’armatura normativa a supporto delle scelte innovative del piano. E sorrido perché definirle “un racconto” è quantomai bizzarro Ma devo ammettere…..E’ pur vero che le norme possano apparire fiabesche a chi non ha dimestichezza con la pratica urbanistica.

In conclusione

Lei può anche continuare all’infinito, sono tranquillo e sereno del buon operato e della svolta fatta. E sono convinto che il popolo avolese merita che si conitui a FARE e FARE BENE, non con superficialità e ignoranza!

In merito al confronto… credo che ne abbia avuto ampliamento modo e tempo fuori dalla campagna elettorale quando questo piano si è costruito e discusso.

Se non ha avuto il tempismo di intervenire nelle sedi e nei modi opportuni, purtroppo non è una mia mancanza posso solo in conclusione, come adulto e professionista come lei, suggerirle di ricordarsi della deontologia professionale che dovrebbe guidarla più di una contrapposizione politica.

Come amministratore invece la inviterei a chiudere questa sua campagna diffamatoria e di allarmismo.

Come cittadino e giovane non molto più grande di lei le suggerirei semplicemente di smetterla per il bene della sua stessa professione dal momento che i suoi interventi ci consentono di evidenziare i suoi grandi limiti in materia… o se preferisce … la malafede.

Luca Cannata

Commenti da Facebook

commenti