AVOLA. LA POLITICA, LA DEMOCRAZIA

di Franco Monello

Si è appena conclusa quella che è stata definita da molti la più brutta campagna elettorale a memoria degli Avolesi. Da parte mia, potrei definirla come la campagna elettorale dei proverbi, siciliani e non, che hanno campeggiato su di essa. Allora, io voglio adeguarmi. La analizzerò usando proprio i proverbi.

Cominciamo dal primo: “Chiddu ca si simina s’arricogghj”

Infatti, che campagna elettorale poteva essere quella che conclude un quinquennio basato sull’arroganza, sul rancore, sulla divisione, sul mancato riconoscimento reciproco se non una campagna violenta, fortunatamente solo verbalmente, anche se c’è stato, a corollario, un atto che appare intimidatorio nei confronti di un candidato Consigliere dell’Opposizione.

Una campagna tracimata nelle offese personali, senza rispetto per la persona, al di là delle comprensibili e doverose differenze di vedute, segno del degrado cui si è arrivati e che è indispensabile bloccare.
Meno male che c’è stato il simpaticissimo candidato “Pipicoma” grazie al quale abbiamo avuto anche momenti di sana, gustosa e ironica allegria.

Ancora: “U voi rici curnutu o’ sceccu”

Cannata accusa Caldarella di essere “dipendente dai Dinosauri siracusani” tralasciando di dire che i suoi referenti non abitano certo ad Avola e non hanno nulla da invidiare in quanto a età, naturale e politica.
Salvando, naturalmente, la nobiltà della specie dei Dinosauri che campavano cent’anni, ma poi morivano, mentre qui nessuno vuole morire, politicamente parlando!

Sarà sempre tardi quando gli Avolesi si renderanno autonomi nel pensiero e nell’azione.

Ancora: “U jmmirutu ja e binja ma u so jmmu nun su’ viria”

Sono volate accuse, peraltro provate, di scopiazzamenti del programma da Liste di altri comuni.
Lo staff di Caldarella avrebbe copiato, accusano i Cannatiani, una parte del programma dalla lista “Solleone”, della città calabrese di Cittanova. A sinistra, come sempre, provinciali e dilettanti! Dico, dovete fare una cosa? E fatela bene!

Avrebbero potuto prendere esempio dal Sindaco Cannata il quale, come affermano i Caldarelliani, nel 2012, per non farsi mancare nulla e per par condicio, melius abundare quam deficere, ogni tanto un detto latino ci sta bene, copiò parte del suo programma da ben due liste, una quella del PD di Monterotondo e l’altra dalla lista della Lega Nord di Cassano d’Adda.

Vuoi mettere? Tutta un’altra cosa: una vicino alla Capitale, non si sa mai meglio stare vicino al vero potere, ed un’altra nel profondo Nord, dove le pietre si chiamano sassi e dove si parla “con il li e con il la”.

Due città “marittime”, dalle quali il mare non si vede neanche in cartolina, e due liste di orientamento opposto i cui programmi ben si attagliavano alla realtà avolese di fluidità dell’elettore e degli eletti.

Infatti, forse in ossequio ad un altro proverbio “Nun ti pigghju si nun t’assimigghju” molti eletti, e non solo, trascorrono errabondi la loro vita politica alla ricerca, a quanto pare vana, dei propri simili!
Morale: da una parte e dall’altra grandissima fantasia e, per quanto riguarda gli elettori: “il programma è tutto!”

Vuoi come non vuoi, gli elettori neanche se ne accorsero, o forse sì, e Cannata fu eletto Sindaco. Meditate gente, meditate! Infine, la Democrazia.

Dice un proverbio: “Ciurma assai sfardamentu ri acqua”

Qualcuno ha lamentato la presenza di ben 16 liste e di tanti candidati, 383 per l’esattezza. In Democrazia, la Ciurma non è mai troppa se sostanzia una vera Partecipazione. Ma si può definire partecipazione il candidarsi nelle liste elettorali? Sicuramente sì! Le elezioni sono un momento importantissimo della vita politica della Città e il desiderio di mettersi in giuoco non può che essere accolto con molta soddisfazione. Il problema è che questa voglia dovrebbe durare anche dopo ed invece, guardando a quel che è successo in questi anni passati, non dura neanche il tempo delle votazioni.

Nel 2012, infatti, i candidati erano ben 442 distribuiti anche allora in 16 liste.
Ma, udite udite, ben 100, dicasi cento, di essi non presero neanche un voto, cioè non si votarono nemmeno da soli.

Altri 26, forse assaliti da un eccesso di autostima, presero un voto!
E vi risparmio il resto, fino ad arrivare al Candidato che, titanicamente, riuscì ad ottenere ben 6 voti e per questo meritò di entrare in Consiglio Comunale.

Viva la Democrazia!

Se dovessimo guardare, quindi, a quel che è successo in questi anni nulla potrebbe indurci all’ottimismo.
Ma io sono sempre ottimista, come bisogna essere, e non smetto di sperare! Occorre cambiare indirizzo dando un segno di discontinuità rispetto agli anni passati.

Ma, attenzione, quando parlo di discontinuità intendo riferirmi anche all’attuale Sindaco, nel caso venisse riconfermato.

Se, come afferma, vuole effettivamente il bene della nostra Città, deve cambiare l’atteggiamento ed il modus operandi che lo hanno contraddistinto fino ad oggi. Occorre che sappia essere il Sindaco di tutti, riappacificando la Città, che sappia unire e non dividere, che sappia utilizzare tutte le intelligenze avolesi e tutte le potenzialità della Città e del Terrotorio, perché per far crescere democraticamente, per far sviluppare economicamente Avola, occorrono molte energie e non “Uomini soli al Comando”.

In conclusione, e sempre a proposito di proverbi, questa volta in italiano perché riguarda tutta l’Italia e non soltanto gli Avolesi, in Politica e quando si amministra la Cosa Pubblica non dovrebbe e non deve mai accadere che il proverbio “Chi fa da sé fa per tre” possa essere cambiato in “Chi fa da sè fa per sé”.

Pertanto, invito i miei Concittadini ad andare a votare per scegliere il nuovo Sindaco ma vorrei ricordare loro che si elegge anche il Consiglio Comunale che è un organo importantissimo per il governo della Città e non può essere formato da teste di legno pronte ad alzare la mano all’ordine, in ossequio al comandante.

Deve essere formato da teste pensanti, da persone capaci, competenti, rette e corrette.
Quindi, votate parenti ed amici ma solo se li ritenete veramente capaci di svolgere un ruolo attivo, costruttivo, indipendente.

Scegliete nelle varie liste le persone che più hanno queste caratteristiche e che abbiano autonomia di giudizio e schiena dritta. Ce ne sono tante, in tutte le liste.

Approfittate anche della possibilità di votare in maniera disgiunta, cioè il Sindaco che vi piace ed un Consigliere presente in una lista diversa da quella/quelle che lo appoggiano. Ce ne sono tanti, dicevo, a Destra, a Sinistra e al Centro.

Solo un Consiglio Comunale qualificato può dare un valido contributo per il bene della Città.
In bocca al lupo a tutti!

Franco Monello

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